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Euro VII per i veicoli pesanti: tutto quello che cambia dal 29 maggio 2028
Il Regolamento (UE) 2024/1257 ridisegna gli standard emissivi per camion e autobus con limiti più severi su NOx, PM2.5 e protossido di azoto, durabilità obbligatoria fino a 875.000 km e un passaporto ambientale per ogni veicolo.
Il 29 maggio 2028 è la data che separa il presente dal futuro per chi acquista o ordina un camion in Europa. Da quel giorno, i nuovi tipi di veicoli pesanti — camion, autobus, rimorchi — dovranno essere omologati secondo il Regolamento (UE) 2024/1257, il cosiddetto Euro 7, in sigla Euro VII per i mezzi pesanti.
Non è la prima volta che le norme emissive si aggiornano: dalla Euro I del 1992 alla Euro VI del 2014 il settore ha percorso una lunga strada. Ma l’Euro VII porta con sé una novità di metodo, prima ancora che di merito: per la prima volta, non si tratta solo di fissare nuovi limiti allo scarico, ma di allargare il perimetro della responsabilità ambientale al ciclo di vita intero del veicolo — freni, pneumatici, durata dei sistemi e monitoraggio in tempo reale.
Per le auto e i furgoni, la novità è relativamente contenuta: i limiti allo scarico rimangono invariati rispetto all’Euro 6. Per i veicoli pesanti la stretta è reale: NOx ridotto, particolato misurato con criteri più severi, protossido di azoto regolato per la prima volta nella storia, test su strada obbligatori. E una durabilità minima certificata fino a 875.000 km — il doppio rispetto all’Euro VI.
Il quadro normativo: dal regolamento alla data di entrata in vigore
Il percorso legislativo dell’Euro 7 è stato lungo e controverso. La proposta originale della Commissione europea, presentata nel novembre 2022, prevedeva riduzioni molto più aggressive, con tagli di NOx del 35-56% rispetto all’Euro VI. Il negoziato tra Parlamento e Consiglio ha portato a un compromesso più equilibrato, che ha alleggerito i requisiti per le auto ma ha mantenuto una stretta significativa sui veicoli pesanti.
Il regolamento definitivo (UE) 2024/1257 è stato adottato dal Consiglio il 12 aprile 2024 ed è entrato in vigore venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE.
📋 Regolamento (UE) 2024/1257 — Dati normativi essenziali
- Base giuridica: Regolamento (UE) 2024/1257, adottato il 12 aprile 2024.
- Sostituisce: Regolamento (CE) 595/2009, Euro VI per veicoli pesanti.
- Ambito: auto, furgoni, camion, autobus e rimorchi.
- Veicoli pesanti — nuove omologazioni di tipo: dal 29 maggio 2028.
- Veicoli pesanti — tutte le nuove immatricolazioni: dal 29 maggio 2029.
- Retroattività: nessuna. I veicoli Euro VI già in circolazione non sono interessati.
- Obiettivo NOx pesanti al 2035 rispetto a Euro VI: riduzione del 56%.
- Obiettivo PM scarico pesanti al 2035 rispetto a Euro VI: riduzione del 39%.
La scansione temporale con due finestre distinte, omologazione 2028 e immatricolazione 2029, consente ai costruttori di preparare i nuovi modelli prima che scatti l’obbligo per tutte le vendite. Per un’impresa che acquista un camion nel biennio 2027-2028, la norma Euro VI resta valida: i veicoli già immatricolati conformi Euro VI circoleranno senza limitazioni.
I nuovi limiti emissivi: cosa cambia davvero per i pesanti
Questa è la differenza fondamentale rispetto all’approccio per i veicoli leggeri: per le auto i limiti allo scarico di NOx e PM restano identici all’Euro 6. Per i veicoli pesanti la revisione è sostanziale. I limiti vengono espressi in mg/kWh, parametro standard per i motori industriali.
Confronto limiti scarico Euro VI vs Euro VII per veicoli pesanti
| Inquinante | Euro VI laboratorio | Euro VII laboratorio | Euro VII RDE su strada | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| NOx (ossidi di azoto) | 400 mg/kWh | 200 mg/kWh | 260 mg/kWh | –50% in laboratorio |
| PM2.5 (particolato scarico) | 4,5 mg/kWh (PM totale) | 5 mg/kWh (PM2.5 solo) | – | –20% reale* |
| N2O (protossido di azoto) | Non regolato | Nuovo limite fissato | – | Prima volta |
| HCHO (formaldeide) | Non regolato pesanti | Limite introdotto | – | Prima volta |
| NH3 (ammoniaca) | 10 mg/kWh | 10 mg/kWh | Monitoraggio OBM | Invariato |
| CO (monossido di carbonio) | Limiti Euro VI | Limiti più severi | Test RDE obbligatorio | Più stringente |
| HC (idrocarburi totali) | Limiti Euro VI | Limiti più severi | Test RDE obbligatorio | Più stringente |
*Nota sulla misura del PM: l’Euro VI misurava il particolato come massa totale emessa. L’Euro VII si concentra sul PM2.5, cioè particelle con diametro inferiore a 2,5 micron, molto più dannose per la salute perché penetrano in profondità nei polmoni e nel sistema cardiovascolare.
La grande novità: N2O, protossido di azoto
Il protossido di azoto (N2O) è un gas a effetto serra con un potere riscaldante globale 265 volte superiore alla CO2 su un orizzonte di 100 anni. Nei motori diesel pesanti viene prodotto involontariamente dai sistemi SCR durante la riduzione degli NOx. Per la prima volta nella storia delle normative Euro, l’N2O per camion e autobus è ora disciplinato.
🔬 Perché l’N2O è rilevante per chi gestisce camion SCR/AdBlue
Il protossido di azoto si forma nei catalizzatori SCR quando la temperatura del sistema è troppo bassa, ad esempio durante avviamenti a freddo o percorsi urbani brevi, oppure quando il dosaggio dell’AdBlue è subottimale.
Un sistema SCR mal calibrato o un iniettore parzialmente ostruito non solo riduce l’efficacia nella riduzione degli NOx, ma può aumentare la produzione di N2O in modo significativo. Con l’Euro VII, questo diventa un parametro monitorato attivamente dall’On-Board Monitoring.
Le emissioni non da scarico: freni e pneumatici
Una delle discontinuità più significative dell’Euro VII rispetto a tutte le normative precedenti è l’introduzione di limiti per le emissioni non derivanti dalla combustione. Per la prima volta vengono regolamentate le particelle generate dall’attrito dei freni e dall’usura dei pneumatici. Questo vale per tutti i veicoli, inclusi gli elettrici.
Particolato da freni (PM10)
Secondo i dati dell’Unione Europea, nel 2018 le particelle da attrito dei freni rappresentavano il 21% del particolato totale generato dal traffico urbano. I limiti introdotti dall’Euro VII per i veicoli pesanti sono:
| Tipo di veicolo | Limite PM10 da freni | Note |
|---|---|---|
| Veicoli pesanti elettrici (BEV) | 5 mg/km | Metodo specifico per frenata rigenerativa |
| Veicoli pesanti diesel/gas (camion) | 11 mg/kWh / proporzionale | Limite per furgoni pesanti e autobus |
| Auto elettriche (riferimento) | 3 mg/km | Per confronto con segmento leggero |
| Auto a combustione (riferimento) | 7 mg/km | Per confronto con segmento leggero |
Per i camion, la riduzione delle emissioni da freni richiederà l’adozione di pastiglie freno a bassa emissione di particolato e, in alcuni casi, sistemi di raccolta locale del particolato integrati nel gruppo freno.
Abrasione pneumatici — in corso di regolamentazione
I limiti per le emissioni da usura dei pneumatici, microplastiche e PM2.5 da abrasione della mescola, non sono ancora definitivamente fissati numericamente. Il regolamento Euro VII prevede che la Commissione definisca i metodi di prova e i valori limite entro il 2027, in modo da renderli applicabili al momento dell’entrata in vigore della norma per i pesanti.
La durabilità obbligatoria: da 700.000 a 875.000 km
Tra le novità che avranno l’impatto più diretto sulle imprese di autotrasporto, una riguarda non i limiti in sé, ma la durata per cui i sistemi di controllo delle emissioni devono mantenersi efficaci. Sotto l’Euro VI, i costruttori dovevano garantire la conformità emissiva per 700.000 km o 7 anni per i veicoli pesanti. Con l’Euro VII, la soglia sale a 875.000 km o 10 anni.
| Parametro | Euro VI | Euro VII | Variazione |
|---|---|---|---|
| Durabilità sistemi anti-inquinamento pesanti | 700.000 km / 7 anni | 875.000 km / 10 anni | +25% km / +43% anni |
| Durabilità veicoli leggeri auto/furgoni | 100.000 km / 5 anni | 200.000 km / 10 anni | +100% km |
| Batteria trazione VCL elettrici | Non regolata | 75% capacità a 8 anni | Prima volta |
| Batteria trazione auto elettriche | Non regolata | 80% capacità a 5 anni | Prima volta |
L’estensione della durabilità ha implicazioni dirette sul progetto dei sistemi di abbattimento. DPF, SCR, EGR e sensori lambda dovranno essere progettati per mantenere le prestazioni dichiarate per oltre 875.000 km senza degradazione emissiva.
- Componenti di qualità superiore: i costruttori OEM progetteranno sistemi più robusti, con materiali catalitici più stabili. Anche i ricambi aftermarket dovranno adeguarsi ai nuovi standard di durabilità.
- Maggiore attenzione alla manutenzione preventiva: mantenere i sistemi SCR e DPF entro le specifiche per 875.000 km richiede piani di manutenzione precisi e ricambi di qualità certificata.
Il test RDE obbligatorio per i pesanti
L’Euro VI prevedeva già test di emissioni su strada per i veicoli pesanti, ma con modalità meno stringenti rispetto ai veicoli leggeri. L’Euro VII introduce il test RDE obbligatorio e standardizzato per tutti i veicoli pesanti.
- Condizioni di guida ampliate: temperature operative più estreme, intervalli di velocità più ampi e gradienti altimetrici variabili.
- Misurazione PEMS a bordo: strumentazione portatile collegata ai tubi di scarico per misurare in tempo reale NOx, PM, CO e N2O.
- Fattori di conformità ridotti: il moltiplicatore tra limite di laboratorio e soglia RDE viene abbassato rispetto all’Euro VI.
Questa evoluzione dei test è particolarmente rilevante per le rotte di montagna tipiche del trasporto italiano: Brennero, Fréjus e Monte Bianco. Le condizioni di carico massimo, pendenza sostenuta e basse temperature sono esattamente quelle in cui i sistemi SCR affrontano le maggiori difficoltà.
On-Board Monitoring e Passaporto Ambientale del Veicolo
L’Euro VII introduce due strumenti digitali radicalmente nuovi per la gestione delle emissioni nell’arco di vita del veicolo: il sistema On-Board Monitoring (OBM) e l’Environmental Vehicle Passport (EVP), il Passaporto Ambientale del Veicolo.
On-Board Monitoring (OBM)
L’OBM è specificamente dedicato al monitoraggio continuo e in tempo reale delle emissioni inquinanti durante la vita operativa del veicolo. Per i camion dovrà monitorare:
- NOx in uscita dal motore e dopo il trattamento SCR.
- Particolato prima e dopo il DPF.
- Consumi di AdBlue, per rilevare iniettori difettosi o serbatoio esaurito.
- N2O generato dal sistema SCR.
- Stato di salute del DPF e dell’EGR.
I dati OBM vengono archiviati nella centralina e resi accessibili alle autorità di controllo durante le ispezioni stradali. Un DPF degradato o un sistema SCR inefficiente sarà quindi rilevabile non solo durante una revisione periodica, ma potenzialmente a ogni fermo di controllo.
Environmental Vehicle Passport (EVP)
Per ogni veicolo omologato Euro VII viene emesso un documento digitale che accompagna il mezzo per tutta la sua vita. Il passaporto contiene limiti di emissione dichiarati, consumi reali certificati, dati OBM aggiornati e stato dei sistemi anti-inquinamento.
💡 EVP e mercato del veicolo usato: un cambio di paradigma
Per le aziende che gestiscono flotte e rinnovano i veicoli ogni 3-5 anni, il passaporto ambientale sarà un elemento centrale nella valutazione del residuo. Un Euro VII con OBM che mostra sistemi di abbattimento in perfetta efficienza avrà un valore residuo più alto rispetto a un veicolo con storico anomalie.
I costi: quanto pesa l’Euro VII sul prezzo di un camion
Il dibattito sui costi aggiuntivi dell’Euro VII per i veicoli pesanti ha visto posizioni molto distanti tra la Commissione europea e l’industria. La stima ufficiale della Commissione quantificava il sovra-costo in circa 2.700-2.800 euro per camion e autobus. L’industria ha contestato questa cifra in modo netto.
| Voce di costo | Stima Commissione UE | Stima ACEA / Frontier Economics |
|---|---|---|
| Costi produttivi diretti camion | ~2.800 €/veicolo | fino a ~12.000 €/veicolo |
| Maggiori consumi ciclo vita camion LR | Non stimati | fino a 20.000 € (3,5% carburante) |
| Costi produttivi diretti auto | 180-450 €/veicolo | ~2.000 €/veicolo |
| Rapporto stime pesanti | Riferimento | da 4× a 10× superiore |
Va precisato che i costi ACEA si riferiscono alla proposta originale della Commissione, che aveva requisiti più stringenti. Il testo definitivo adottato ad aprile 2024 è significativamente meno ambizioso della bozza iniziale. Il costo aggiuntivo effettivo sarà probabilmente più vicino al range indicato dalla Commissione, circa 2.700-4.000 euro per veicolo, piuttosto che al massimo stimato dall’industria.
⚠️ Finestra di acquisto 2025-2028: opportunità o rischio?
Chi deve rinnovare la flotta nei prossimi due-tre anni si trova di fronte a un classico dilemma. Acquistare un camion Euro VI entro il 2028 significa avere un veicolo oggi pienamente conforme, ma con meno anni di vantaggio normativo davanti.
Acquistare dopo il 2028 significa pagare probabilmente di più, ma avere la norma più recente e il passaporto ambientale. La risposta dipende dal tipo di operatività: chi lavora in ambito urbano o su corridoi internazionali molto regolamentati troverà conveniente anticipare il passaggio.
Cosa cambia per le flotte e la manutenzione
L’Euro VII non riguarda solo chi acquista camion nuovi. Ha implicazioni pratiche significative per chiunque gestisca una flotta di veicoli pesanti, anche Euro VI già in circolazione, perché definisce le aspettative tecniche che i sistemi di abbattimento dovranno rispettare nella prossima generazione di veicoli.
Sistemi SCR e AdBlue — il punto critico
Con l’Euro VII che introduce il monitoraggio OBM dell’N2O prodotto dall’SCR, la qualità del sistema di riduzione catalitica selettiva diventa ancora più critica. Un SCR che funziona a regime ottimale riduce gli NOx con efficienza superiore al 95% e minimizza la produzione di N2O.
DPF — rigenerazione e sostituzione
L’estensione della durabilità obbligatoria a 875.000 km implica che i DPF dei futuri camion Euro VII dovranno mantenere l’efficienza filtrante per l’intera vita del veicolo. Sui camion Euro VI attuali, il DPF si degrada in media dopo 300.000-500.000 km, a seconda del tipo di utilizzo.
EGR — manutenzione preventiva estesa
Il sistema di ricircolo dei gas di scarico gioca un ruolo critico nella riduzione degli NOx a monte della catena di trattamento. Depositi di fuliggine, incrostazioni nella valvola EGR o sensori di portata ostruiti riducono l’efficacia del sistema e aumentano il carico sul catalizzatore SCR a valle.
| Componente | Intervallo di controllo consigliato | Segnale di degrado | Impatto emissivo |
|---|---|---|---|
| Iniettore AdBlue (SCR) | 50.000-80.000 km | Consumo AdBlue anomalo | NOx elevati, N2O aumentato |
| Sensore NOx post-SCR | 100.000-150.000 km | Letture instabili | OBM alert Euro VII |
| DPF (Filtro antiparticolato) | Ogni rigenerazione forzata | Frequenza rigenerazione elevata | PM in aumento |
| Catalizzatore DPF (substrato) | 300.000-500.000 km | Rigenerazioni incomplete | PM non filtrato |
| Raffreddatore EGR | 200.000-300.000 km | Temperatura liquido raffreddamento anomala | NOx elevati |
| Valvola EGR | 200.000-300.000 km | Fumosità, perdita potenza | NOx elevati |
| AdBlue qualità soluzione | A ogni rifornimento | Qualità sotto ISO 22241 | SCR inefficace |
La risposta dei costruttori: cosa stanno preparando
I principali costruttori di veicoli pesanti hanno già avviato i programmi di sviluppo per l’Euro VII, sebbene con approcci diversi a seconda della loro strategia di decarbonizzazione. Il punto critico è che l’Euro VII si applica a tutti i veicoli, indipendentemente dalla tecnologia di propulsione: diesel, CNG/LNG, idrogeno, ibrido e BEV sono tutti soggetti ai nuovi limiti pertinenti al loro tipo di emissioni.
- Catalizzatori SCR di terza generazione: formulazioni più efficienti nella riduzione di NOx e N2O, con attivazione a temperature più basse e stabilità termica per 875.000 km.
- DPF con substrati in SiC avanzato: carburo di silicio a celle asimmetriche con maggiore superficie filtrante per unità di volume.
- EGR ibrido ad alta efficienza: sistemi raffreddati in circuito ottimizzato per ridurre il carico termico e aumentare la longevità.
- Sistemi di cattura PM10 da freni: dispositivi integrati nel gruppo freno per raccogliere le particelle generate dall’attrito.
- OBM integrato nelle centraline motore: monitoraggio continuo dei parametri emissivi richiesti dall’Euro VII, con alert e logging.
Dal punto di vista strategico, diversi costruttori vedono l’Euro VII come l’ultima norma emissiva significativa per i motori termici prima della transizione verso la trazione elettrica e a idrogeno.
Conclusioni: due anni per prepararsi
Il 29 maggio 2028 non è un orizzonte lontano per chi ordina un camion con lead time di 6-18 mesi. Chi sta pianificando il rinnovo di flotta per il 2027-2028 dovrà già oggi confrontarsi con la scelta tra l’ultima generazione Euro VI — pienamente matura, con supply chain ricambi consolidata — e i primi veicoli Euro VII, più costosi ma con il maggiore margine normativo davanti.
Per chi non rinnova la flotta nel breve termine, l’Euro VII ha un messaggio ugualmente chiaro: la durabilità dei sistemi di abbattimento sarà un parametro sempre più controllato e documentato, e la manutenzione preventiva di DPF, SCR ed EGR non è più solo una buona pratica tecnica — è una condizione di conformità normativa su veicoli che saranno anche al centro del monitoraggio OBM.
L’Euro VII non rivoluziona il settore dall’oggi al domani. È una norma, come le precedenti, con un periodo di transizione progettato per dare tempo all’industria di adeguarsi. Ma imposta il perimetro normativo del prossimo decennio per il trasporto pesante: emissioni misurate su strada, durabilità certificata per quasi un milione di chilometri, passaporto ambientale digitale. Sapere cosa sta arrivando è già un vantaggio competitivo.
