Subtotale: € 59,00 IVA inc.€ 48,36 IVA esc.

Eurovignette e pedaggi differenziati per classe CO2: la rivoluzione tariffaria che cambia il costo delle autostrade europee
La direttiva 2022/362/UE ridisegna il sistema dei pedaggi per i mezzi pesanti: la classe Euro non basta più, ora conta la classe di emissione CO2.
Per decenni gli operatori dell’autotrasporto hanno calcolato il costo del pedaggio in modo semplice: chilometri percorsi moltiplicati per la tariffa della classe veicolo. Il numero di assi e la sagoma decidevano tutto. Quella stagione è finita. La Direttiva (UE) 2022/362, entrata in vigore il 24 marzo 2022 e nota come Eurovignette riformata, ha introdotto un principio nuovo e dirompente: il pedaggio dipende anche da quanto inquina il tuo veicolo in termini di CO2. Il camion che hai in flotta, la data della sua prima immatricolazione, la sua certificazione VECTO — tutto questo si traduce ora in euro al chilometro.
Cos’è la Direttiva Eurovignette e perché è stata riformata
La direttiva originale risale al 1999/62/CE, modificata più volte negli anni. La riforma del 2022 (Direttiva 2022/362/UE) ha il suo fondamento politico negli obiettivi climatici europei: riduzione delle emissioni CO2 del traffico pesante del 15% entro il 2025 e del 30% entro il 2030. La logica è quella del principio “chi inquina paga”: rendere più costosi i mezzi che emettono più CO2 e più convenienti quelli con emissioni ridotte o zero.
Le tre novità strutturali della direttiva riformata sono:
- Eliminazione progressiva delle vignette a tempo: entro il 2030 i diritti di utenza basati sulla durata dovranno essere sostituiti da pedaggi basati sulla distanza percorsa sulla rete transeuropea centrale (TEN-T).
- Differenziazione CO2 obbligatoria: gli Stati membri che applicano pedaggi sui mezzi pesanti devono differenziare le tariffe in base alla nuova classificazione CO2 a 5 classi.
- Costi esterni obbligatori: l’inquinamento atmosferico, acustico e il traffico possono essere inclusi nei pedaggi come costi esterni, con metodologie standardizzate a livello europeo.
📋 Direttiva 2022/362/UE — Dati normativi chiave
- Entrata in vigore: 24 marzo 2022
- Termine recepimento per gli Stati membri: 25 marzo 2024
- Veicoli interessati: tutti i mezzi pesanti superiori a 3,5 t
- Classi CO2 introdotte: 5, da Classe 1 = massima emissione a Classe 5 = emissioni zero
- Soglia immatricolazione per classificazione CO2: veicoli immatricolati dal 1° luglio 2019
- Obiettivo: riduzione emissioni CO2 trasporto pesante -15% al 2025, -30% al 2030
Le 5 classi di emissione CO2: come funziona la classificazione
Il cuore tecnico della riforma è la classificazione in 5 classi CO2, definita in base al regolamento (UE) 2019/1242 che disciplina i livelli di prestazione in materia di emissioni CO2 per i veicoli pesanti nuovi. La classe viene determinata tramite la certificazione VECTO (Vehicle Energy Consumption Calculation Tool), il software europeo per il calcolo standardizzato dei consumi e delle emissioni dei camion pesanti.
| Classe CO2 | Descrizione | Veicoli tipici | Impatto pedaggio |
| Classe 1 | Emissioni più alte (riferimento) | Camion immatricolati ante 1/7/2019 e non certificati VECTO | Tariffa massima |
| Classe 2 | Fino a -8% vs riferimento | Euro VI con ottimizzazione standard | Riduzione ~1-3% |
| Classe 3 | Fino a -16% vs riferimento | Euro VI con specifiche ottimizzate | Riduzione ~3-8% |
| Classe 4 | Fino a -35% vs riferimento | Ibridi plug-in, CNG/LNG con biogas certificato | Riduzione ~10-20% |
| Classe 5 | Zero emissioni | BEV (elettrici), FCEV (idrogeno) | Tariffa minima o esenzione |
Attenzione: un camion Euro VI immatricolato prima del 1° luglio 2019 viene automaticamente classificato in Classe 1 — quella con la tariffa più alta — indipendentemente dalla sua norma emissiva. Questo perché la certificazione VECTO non era obbligatoria prima di quella data. È un punto critico per molte flotte italiane con veicoli Euro VI di prima generazione (2014-2019).
⚠️ Veicoli ante 1° luglio 2019: attenzione alla classificazione CO2Anche un camion perfettamente efficiente Euro VI immatricolato nel 2017 o 2018 viene inserito automaticamente in Classe 1 CO2, che è quella più penalizzata tariffariamente. La ragione è tecnica: la certificazione VECTO che misura le emissioni CO2 del veicolo è diventata obbligatoria solo a partire dal 1° luglio 2019. Per i veicoli precedenti, non esiste un dato certificato comparabile — quindi il sistema li colloca nella classe di default più costosa. In Austria è possibile verificare la classe del proprio veicolo e caricare il COC (Certificato di Conformità) sul calcolatore ASFINAG all’indirizzo go-maut.at/co2-rechner.
La situazione in Europa: chi ha già recepito e come
Il panorama europeo nel 2026 è fortemente disomogeneo. Alcuni Paesi hanno recepito e applicato la direttiva con sistemi tariffari già operativi; altri, come l’Italia, sono ancora in fase di adeguamento o addirittura soggetti a procedura di infrazione. Ecco il quadro per i principali Paesi di transito del trasporto italiano.
Germania — Primo Paese a recepire (dicembre 2023)
La Germania è stata il primo Stato membro ad applicare la componente CO2 nel pedaggio LKW-Maut, anticipando il termine di recepimento. Dal 1° dicembre 2023, il pedaggio per i veicoli pesanti sopra 3,5 t viene calcolato come somma di quattro componenti: costi infrastrutturali, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico e, novità cruciale, la componente CO2.
La stragrande maggioranza dei veicoli è classificata in Classe CO2 1 — la più costosa — perché immatricolati prima del luglio 2019 o privi di certificazione VECTO. Questa scelta ha determinato un aumento molto consistente dei pedaggi per la grande maggioranza del parco circolante internazionale.
Dal 1° gennaio 2026, i veicoli a emissioni zero (elettrici e a idrogeno) hanno perso l’esenzione totale dal pedaggio. Pagano ora il 25% della quota infrastrutturale più le componenti per inquinamento acustico e atmosferico, ma restano comunque significativamente agevolati rispetto ai diesel.
Austria — Riforma strutturale dal 1° gennaio 2026
L’Austria ha approvato il nuovo pacchetto pedaggi pesanti (Lkw-Maut-Paket, Legge 83/2025 e Regolamento 298/2025) l’8 ottobre 2025, con applicazione dal 1° gennaio 2026. Il sistema GO-Maut ora incorpora quattro componenti di costo: infrastruttura, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico e CO2. L’aumento complessivo per il 2026 è stimato tra il 10% e il 13% rispetto al 2025.
| Configurazione veicolo | Tariffa 2025 (€/km) | Tariffa 2026 (€/km) | Variazione |
| Euro VI, 4+ assi, Classe CO2 1 | 0,5317 | 0,5724 | +7,65% |
| Euro V, 4+ assi | 0,5577 | 0,6024 | +8,01% |
| BEV/FCEV, 4+ assi (Classe CO2 5) | – | 0,1189 | Tariffa agevolata |
| BEV/FCEV, 2 assi (Classe CO2 5) | – | 0,0577 / 100 km | Tariffa minima |
Un’annotazione importante: in Austria, gli autocarri Euro VI immatricolati dal 1° luglio 2019 — se rispettano i parametri VECTO — possono essere inseriti in una classe CO2 tra la 2 e la 5, con una riduzione di circa l’1% rispetto alla tariffa Classe 1. Tutti gli altri restano in Classe 1.
Francia — Adeguamenti progressivi dal 2026
Dal 1° febbraio 2026, i pedaggi autostradali in Francia sono aumentati in media dello 0,87%, in linea con i contratti di concessione. La differenziazione CO2 è stata introdotta progressivamente con cinque classi tariffarie: i veicoli con le più alte emissioni CO2 pagano tariffe significativamente superiori rispetto ai più efficienti. Le autostrade francesi in concessione si collocano intorno a 0,26 €/km, ben al di sotto dei livelli austriaci.
Paesi Bassi — Rivoluzione dal 1° luglio 2026
Dal 1° luglio 2026, i Paesi Bassi abbandonano completamente l’Eurovignetta (il sistema a tariffa fissa) e introducono un pedaggio basato sui chilometri percorsi e sulla classe CO2. Il sistema è completamente elettronico, gestito tramite unità di bordo (OBU). Coprirà la maggior parte delle autostrade e alcune strade statali. Per le flotte che operano verso il porto di Rotterdam o di Amsterdam, l’impatto sarà immediato e rilevante.
Polonia — Aumento e-TOLL fino al 42% da febbraio 2026
La Polonia ha aumentato le tariffe del suo sistema e-TOLL fino al 42% per i veicoli sopra le 3,5 t a partire da febbraio 2026, contestualmente all’estensione della rete soggetta a pedaggio fino a circa 5.869 km. Per le flotte che operano sulle rotte verso Est (Polonia, Romania, Repubblica Ceca), il costo del pedaggio ha subito un’impennata significativa.
Romania — Da vignetta a pedaggio elettronico (luglio 2026)
Dal 1° luglio 2026, la Romania sostituisce la vignetta con un sistema di pedaggio elettronico basato sull’utilizzo effettivo della rete. L’impatto colpisce in modo particolare le rotte verso i Balcani e i corridoi verso l’Est Europa.
Riepilogo per Paese: stato di attuazione 2026
| Paese | Sistema 2026 | CO2 applicata? | Stato |
| Germania | Lkw-Maut (km + CO2) | Dal 1/12/2023 | 🟢 Operativo |
| Austria | GO-Maut (km + CO2 + rumore) | Dal 1/1/2026 | 🟢 Operativo |
| Francia | Pedaggi concessione differenziati | Progressiva | 🟢 Operativo |
| Paesi Bassi | Nuovo sistema km + CO2 | Dal 1/7/2026 | 🟢 Operativo |
| Polonia | e-TOLL esteso | In via di attuazione | 🟡 In transizione |
| Romania | Pedaggio elettronico | Dal 1/7/2026 | 🟡 In transizione |
| Belgio | Viapass differenziato | CO2 zero esentata fino 2029 | 🟢 Operativo |
| Ungheria | HU-GO aumentato 2026 | In attuazione | 🟡 In transizione |
| Italia | Classi A/B/3/4/5 (assi+sagoma) | Non ancora | 🔴 Procedura infrazione |
| Svizzera | TTPCP (non UE) | Sistema autonomo | 🟢 Operativo (EFTA) |
L’Italia e la procedura di infrazione: dove siamo
L’Italia rappresenta il caso più problematico nell’attuazione della Direttiva Eurovignette. Il termine di recepimento era fissato al 25 marzo 2024. Ad ottobre 2025, la Commissione europea ha deciso di deferire formalmente l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE per il mancato recepimento della direttiva 2022/362.
Il deferimento alla Corte di Giustizia è il terzo gradino della procedura di infrazione UE, che comprende: lettera di messa in mora (maggio 2024), parere motivato (dicembre 2024), e infine il deferimento. In caso di sentenza sfavorevole, l’Italia potrebbe essere condannata al pagamento di sanzioni pecuniarie giornaliere fino all’approvazione definitiva della normativa. Bruxelles ha giudicato insufficienti gli sforzi dell’amministrazione italiana.
Cosa prevede la normativa italiana in preparazione? Il decreto in lavorazione al MIT prevede:
- Tariffe differenziate basate su tre criteri: utilizzo dell’infrastruttura, recupero dei finanziamenti pubblici e impatto ambientale.
- La gestione delle tariffe sarebbe affidata all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).
- Un abbattimento del 50% rispetto ai valori UE indicativi per le emissioni, per evitare una doppia imposizione fiscale.
- Non sono stati inclusi nella prima versione gli oneri legati all’inquinamento acustico e alla congestione del traffico.
🔴 Conseguenze pratiche per le imprese italiane che transitano in EuropaMentre in Italia il sistema tariffario rimane invariato (basato solo su assi e sagoma), le imprese italiane che viaggiano verso Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi sono già soggette alla nuova tariffazione CO2 in quei Paesi. Un autoarticolato a 4+ assi Euro V che percorre l’Austria dal Brennero paga circa 0,6024 €/km — contro i 0,5577 del 2025, un aumento dell’8%. Su 100.000 km annui percorsi in Austria, si tratta di circa 4.470 euro in più all’anno rispetto al 2025.
Impatto sul TCO: quanto pesa la classe CO2 sul costo operativo
Il pedaggio è una delle voci principali del Total Cost of Ownership (TCO) di un mezzo pesante, insieme a carburante, manutenzione, pneumatici, assicurazione e ammortamento. La differenziazione CO2 introduce una variabile nuova che non dipende solo da quanti km si percorrono, ma da quale veicolo viene utilizzato per percorrerli.
Esempio pratico: rotta Milano-Monaco
Percorrenza stimata in Austria (Brennero-confine tedesco): circa 90 km. Andata e ritorno: 180 km. Frequenza: 250 viaggi/anno. Percorrenza annua in Austria: 45.000 km.
| Veicolo | Classe CO2 | Tariffa GO-Maut 4+ assi (€/km) | Costo annuo AT (45.000 km) |
| Euro V (ante 2019) | Classe 1 | 0,6024 | 27.108 € |
| Euro VI ante 1/7/2019 | Classe 1 | 0,5724 | 25.758 € |
| Euro VI post 1/7/2019 (cert. VECTO) | Classe 2 | ~0,5666 | 25.497 € |
| BEV/FCEV | Classe 5 | 0,1189 | 5.351 € |
Il differenziale tra un Euro V e un BEV sullo stesso percorso austriaco è di quasi 21.757 euro all’anno solo di pedaggi. Anche confrontando Euro V ed Euro VI post-2019 si ottiene un risparmio di circa 1.611 euro/anno per la stessa rotta — un dato rilevante nelle decisioni di rinnovo flotta.
💡 Il pedaggio come leva di rinnovo flottaLa differenziazione CO2 trasforma il pedaggio da costo fisso a variabile dipendente dalla scelta del veicolo. Questo crea un incentivo economico concreto al rinnovo verso veicoli più efficienti o a zero emissioni, che si somma agli incentivi diretti all’acquisto (Ecobonus, Contratti di Sviluppo) e ai vantaggi in termini di divieti di circolazione. Il TCO del camion nuovo torna a essere competitivo anche grazie alla riduzione del costo chilometrico di pedaggio sulle rotte internazionali.
La proposta sui rimorchi: la prossima frontiera
L’attuale direttiva considera solo le emissioni del veicolo motore (trattore). Ma la Commissione europea ha già presentato una proposta di modifica (COM/2023/189) per includere anche le emissioni del rimorchio/semirimorchio nel calcolo del pedaggio differenziato.
Il ragionamento è semplice: il rimorchio ha un impatto significativo sulla resistenza aerodinamica dell’intero insieme e quindi sulle emissioni CO2 reali. I rimorchi più efficienti (pareti laterali aerodinamiche, riduttori di resistenza, pneumatici a bassa resistenza al rotolamento) possono ridurre il consumo di carburante del sistema del 5-10%. Con la proposta, un operatore che equipaggia il semirimorchio con specifiche aerodinamiche certificate potrà ottenere uno sconto di pedaggio aggiuntivo.
Il Parlamento europeo ha approvato in commissione la richiesta di negoziare con il Consiglio a maggio 2026. La normativa potrebbe essere operativa entro il 2027-2028. Per le imprese che pianificano l’acquisto di semirimorchi oggi, questo è un elemento già da considerare nella scelta delle specifiche.
Cosa fare oggi: guida pratica per le imprese di autotrasporto
Verifica la classe CO2 della tua flotta
Il primo passo è sapere dove sei posizionato. Per ogni veicolo della flotta, verifica: data di prima immatricolazione (ante o post 1° luglio 2019), presenza del certificato VECTO (disponibile nel COC — Certificato di Conformità, o in alternativa nel CIF — Customer Information File) e numero di assi. Per l’Austria, il calcolatore ASFINAG su go-maut.at/co2-rechner permette di inserire questi dati e ottenere la classe di appartenenza e la tariffa applicabile.
Aggiorna i sistemi di gestione della flotta
I principali sistemi di telepedaggio europeo (Telepass, DKV, UTA, AS24) stanno aggiornando le loro piattaforme per gestire la nuova tariffazione CO2. Verifica che i dispositivi OBU in uso siano configurati con i dati corretti del veicolo (peso F1, classe CO2). Un’errata classificazione può generare sia sovraccarichi che sanzioni.
Ricalcola il budget pedaggi internazionali
Con le variazioni tariffarie in vigore in Austria, Germania, Polonia e a breve nei Paesi Bassi e Romania, il budget pedaggi internazionale 2026 va rivisto rispetto al 2025. I software di gestione flotta (Transics, Webfleet, Samsara) possono integrare le nuove tariffe per un calcolo TCO aggiornato. In alternativa, i principali servizi di card carburante (DKV, UTA, AS24) forniscono simulazioni di costo per rotte internazionali.
Considera la classe CO2 nella prossima scelta di acquisto
Se stai valutando il rinnovo di uno o più veicoli, la classe CO2 è ora un parametro economico diretto, non solo ambientale. Un Euro VI immatricolato dopo il luglio 2019 con certificazione VECTO ottimizzata può qualificarsi per la Classe 2 o 3, riducendo i costi di pedaggio sulle rotte europee.
| Azione | Priorità | Quando |
| Verifica classe CO2 su go-maut.at/co2-rechner per veicoli che transitano in Austria | Alta | Subito |
| Aggiornamento dati COC/CIF nei dispositivi OBU Telepass/DKV | Alta | Entro luglio 2026 |
| Revisione budget pedaggi internazionali con nuove tariffe AT/DE/PL | Alta | Q3 2026 |
| Analisi risparmio pedaggi nel calcolo TCO del prossimo acquisto | Media | Prima dell’ordine |
| Monitoraggio recepimento direttiva in Italia (MIT/ART) | Media | Semestrale |
| Valutazione specifiche aerodinamiche semirimorchi per futura norma rimorchi | Bassa | 2027-2028 |
Il nesso con la manutenzione: ricambi e classe emissiva
La differenziazione tariffaria CO2 crea un effetto indiretto ma rilevante sul mercato della manutenzione. I veicoli che restano in Classe CO2 1 per via della data di immatricolazione — tipicamente il parco Euro VI di prima generazione e tutti gli Euro V — subiscono tariffe più alte. Le imprese hanno quindi meno convenienza economica a tenerli in flotta più a lungo, accelerando il ciclo di rinnovo. Questo genera due fenomeni opposti:
- Maggiore domanda di ricambi per veicoli in uscita: le flotte che prolungano la vita dei veicoli più anziani — in attesa di liquidità per il rinnovo — incrementano la manutenzione ordinaria e straordinaria. Filtri motore, filtri carburante, filtri aria e componenti del sistema di scarico (DPF, SCR, EGR) vedono un aumento della domanda.
- Attenzione alla manutenzione del sistema SCR: il sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e il filtro antiparticolato (DPF) sono componenti critici per mantenere i livelli di emissione previsti. Un DPF intasato o un sistema SCR degradato non solo abbassa la classe ambientale del veicolo — può farlo scivolare in una classe CO2 più costosa — ma espone l’impresa a sanzioni sui controlli stradali.
💡 Per il tuo parco veicoli: manutenzione preventiva come leva di complianceI ricambi certificati per i tuoi motori Euro V e Euro VI sono disponibili su barnyricambicamion.it con compatibilità verificata per le principali marche (DAF, IVECO, MAN, Mercedes-Benz, Scania, Volvo). Una manutenzione preventiva corretta mantiene le prestazioni emissive del veicolo nei livelli omologati — un aspetto che, con i nuovi sistemi di pedaggio CO2, ha un valore economico diretto.
Conclusioni: il pedaggio non è più un costo fisso
La Direttiva Eurovignette 2022/362 segna il passaggio da un sistema di tariffazione stradale neutro rispetto alla tecnologia a uno che premia i veicoli più efficienti e penalizza i più inquinanti. Germania e Austria sono già operative; Paesi Bassi e Romania entrano nel sistema da luglio 2026. L’Italia, in ritardo e sotto procedura di infrazione, si avvicina all’adeguamento.
Per un’impresa di autotrasporto, questo significa che il costo dei pedaggi internazionali non è più un dato fisso da inserire nel preventivo: dipende da cosa c’è in flotta. Un Euro V che percorre 45.000 km/anno in Austria paga 21.757 euro in più all’anno di pedaggi rispetto a un BEV. Anche solo il passaggio da Euro V a Euro VI post-luglio 2019 vale circa 1.600 euro/anno sulla stessa rotta.
Il pedaggio è diventato una leva del TCO — e quindi una variabile del budget operativo, della politica di rinnovo flotta e della competitività delle singole rotte. Chi pianifica oggi con questa consapevolezza ha un vantaggio concreto su chi si accorgerà delle variazioni solo leggendo la fattura del telepedaggio.
